
Tempo stimato di lettura: 8 min
Storytelling persuasivo: crea presentazioni d’impatto
Lo storytelling nelle presentazioni è essenziale per influenzare decisioni strategiche. Le grandi società di consulenza utilizzano il framework SCR per strutturare le informazioni in modo chiaro e persuasivo. Un caso concreto è l’analisi di McKinsey sulla crisi abitativa di King County, che ha trasformato i dati in un’azione concreta.
L’arte dello storytelling nelle presentazioni
Nel mondo della consulenza strategica, una presentazione non è mai solo una sequenza di slide cariche di dati, ma un potente strumento di persuasione. Il vero obiettivo non è informare, ma influenzare il pubblico affinché adotti una determinata prospettiva o prenda una decisione specifica. Per questo motivo, aziende leader come McKinsey, Boston Consulting Group (BCG) e Bain & Company hanno trasformato lo storytelling in una vera e propria scienza, sviluppando tecniche narrative che rendono ogni presentazione chiara, strutturata e, soprattutto, convincente.
Quando si tratta di prendere decisioni strategiche, il modo in cui le informazioni vengono presentate è tanto importante quanto i dati stessi. Una presentazione mal strutturata, priva di una narrazione efficace, rischia di confondere il pubblico e di ridurre drasticamente l’impatto del messaggio. Al contrario, uno storytelling ben costruito guida l’ascoltatore attraverso un percorso logico, facilitando la comprensione e favorendo un coinvolgimento emotivo che spinge all’azione.
Per raggiungere questo obiettivo, le grandi società di consulenza adottano framework rigorosi per la costruzione delle presentazioni. Tra i più efficaci e diffusi vi è il framework scr (situation, complication, resolution), noto anche nella variante SCQA (Situation, Complication, Question, Answer). Questa metodologia permette di organizzare le informazioni in modo logico e persuasivo, trasformando un insieme di slide in una vera e propria narrazione strategica.
Il framework scr: la struttura vincente per le presentazioni
Il framework scr si basa su una sequenza narrativa semplice ma estremamente efficace, che rispecchia le dinamiche del problem solving e della presa di decisione. Ogni presentazione costruita con questo schema segue una progressione chiara, facilitando la comprensione e aumentando l’impatto del messaggio. Vediamo nel dettaglio i suoi tre elementi fondamentali:
- Situation (situazione): questa fase introduce il contesto, fornendo tutte le informazioni necessarie affinché il pubblico comprenda il tema trattato. L’obiettivo è creare una base comune di conoscenza, spiegando perché l’argomento è rilevante e quale sia il suo impatto sulla realtà del pubblico.
- Complication (complicazione): qui viene presentato il problema centrale, ovvero l’elemento di frattura che rende la situazione insostenibile o problematica. Questa fase è cruciale, perché serve a catturare l’attenzione del pubblico, dimostrando che esiste una sfida che non può essere ignorata. Una buona complicazione enfatizza la gravità del problema e il rischio di non agire.
- Resolution (risoluzione): infine, viene proposta la soluzione, che deve essere chiara, convincente e sostenuta da dati concreti. Questa sezione spiega come affrontare la complicazione e quali benefici porterà la soluzione proposta. La risoluzione non è solo una risposta al problema, ma rappresenta un vero e proprio piano d’azione, capace di guidare il pubblico verso una scelta consapevole.
Questo schema è ampiamente utilizzato nelle top consulting firm per garantire che ogni presentazione sia strutturata come una storia avvincente. Il suo scopo è non solo migliorare la comprensione del messaggio, ma anche guidare il pubblico verso una decisione con il massimo livello di persuasione.
Ciò che rende il framework scr così efficace è la sua capacità di trasformare un documento puramente informativo in un percorso narrativo strategico, che coinvolge il pubblico sia a livello razionale che emotivo. Questo approccio non è utile solo nel mondo della consulenza, ma può essere applicato con successo in qualsiasi ambito in cui una presentazione deve convincere, ispirare o guidare all’azione
Caso studio: mckinsey e la crisi abitativa di king county
Per comprendere l’efficacia del framework scr applicato allo storytelling in ambito consulenziale, possiamo analizzare il caso concreto della collaborazione tra mckinsey & company e le autorità di king county, seattle, per affrontare l’emergenza abitativa.
In questo progetto, mckinsey ha elaborato una strategia narrativa che non si limitava a fornire dati e analisi, ma mirava a guidare i decisori politici verso un’azione concreta. L’obiettivo non era solo evidenziare il problema, ma presentarlo in modo tale da renderlo innegabile e fornire una soluzione convincente e sostenibile. Il framework scr ha fornito la struttura logica per costruire una presentazione persuasiva, suddivisa nei seguenti elementi chiave:
| Fase | Contenuto |
|---|---|
| Situation | la crisi abitativa a king county sta peggiorando. |
| Complication | l’aumento degli affitti supera la crescita dei salari, aggravando il problema. |
| Resolution | investire in alloggi accessibili è la soluzione più conveniente e sostenibile. |
Questa struttura narrativa ha permesso a mckinsey di guidare i decision-maker attraverso un percorso logico, trasformando un problema complesso in una storia chiara e persuasiva. Il risultato è stato un documento capace di generare consapevolezza, urgenza e orientamento all’azione.
Costruire una storyline efficace: il metodo dot-dash
Una delle pratiche fondamentali adottate da mckinsey nella costruzione delle presentazioni è la creazione della storyline prima di passare alla fase di design delle slide. Questo approccio consente di assicurarsi che la struttura narrativa sia solida, coerente e ottimizzata per la persuasione.
Per farlo, i consulenti utilizzano il modello dot-dash, una metodologia che consente di organizzare le informazioni in modo chiaro e gerarchico:
- dot (punto): affermazione chiave che riassume un concetto importante.
- dash (trattino): dati e argomentazioni che supportano l’affermazione principale.
Applicando questo metodo al caso di king county, la storyline si presenta così:
- dot: nonostante una lieve riduzione nel 2019, il numero di senzatetto a king county è in aumento.
- dash: tra il 2008 e il 2019, la popolazione senza fissa dimora è passata da 9.000 a 11.200 persone.
- dash: tra il 2016 e il 2018, il numero di famiglie in difficoltà è cresciuto del 4,2% annuo.
Questa metodologia offre diversi vantaggi:
- chiarezza e coerenza logica: la storia viene costruita in modo lineare e sequenziale, evitando ridondanze e contraddizioni.
- facilità di revisione e ottimizzazione: lavorare in word prima di passare a powerpoint consente di testare e migliorare il messaggio senza preoccuparsi del design delle slide.
- maggiore impatto persuasivo: il pubblico riceve un messaggio strutturato che facilita la comprensione e l’adozione della proposta.
Questo approccio sottolinea quanto la narrazione sia un elemento cruciale nella comunicazione strategica, e come un framework ben applicato possa trasformare una presentazione da un semplice documento informativo a uno strumento persuasivo e orientato all’azione.
La costruzione delle slide: action title e flusso narrativo
Una volta definita la storyline, il passo successivo è la creazione delle slide. In questa fase, la struttura narrativa viene trasformata in una sequenza visiva che deve essere chiara, coerente e persuasiva. Tuttavia, uno degli errori più comuni è quello di concentrarsi subito sul design, senza assicurarsi che la logica della presentazione sia solida. Per questo motivo, mckinsey e le principali società di consulenza adottano un approccio rigoroso, basato su due principi fondamentali:
1. Horizontal flow: la storia attraverso i titoli
il flusso orizzontale si riferisce alla coerenza narrativa tra le slide. In pratica, i titoli delle slide (action titles) devono raccontare una storia anche se letti in sequenza, senza guardare i contenuti all’interno delle slide.
💡 Perché è importante?
- permette ai decisori di comprendere il messaggio centrale scorrendo rapidamente le slide.
- garantisce che la presentazione abbia una progressione logica chiara.
- aiuta a evitare ripetizioni o informazioni disorganizzate.
Un buon action title non è una semplice descrizione del contenuto della slide, ma deve comunicare un messaggio chiave. Ecco un esempio:
❌ “dati sull’aumento della popolazione senzatetto” (titolo descrittivo, poco efficace)
✅ “la popolazione senzatetto è aumentata del 25% negli ultimi 5 anni” (titolo che comunica subito il messaggio chiave)
In questo modo, chi sfoglia rapidamente la presentazione può già farsi un’idea della storia senza leggere ogni singolo dato.
2. Vertical flow: coerenza tra titolo e contenuto
Il flusso verticale riguarda la relazione tra ogni action title e il contenuto della slide. Ogni titolo deve essere supportato da dati, visualizzazioni e argomentazioni che ne dimostrano la validità.
💡 perché è fondamentale?
- evita che i titoli siano scollegati o non giustificati dal contenuto.
- rafforza la credibilità della presentazione.
- aiuta il pubblico a seguire un ragionamento logico, collegando parole e dati.
Se un action title afferma “investire in alloggi accessibili è la soluzione più conveniente”, il corpo della slide deve contenere:
- dati che dimostrano il costo-beneficio dell’investimento.
- grafici comparativi tra i costi di un intervento e i costi sociali dell’inerzia.
- una sintesi visiva che renda immediato il messaggio.
Questo principio assicura che ogni slide contribuisca alla narrazione complessiva, senza lasciare dubbi o incongruenze.
Dal metodo dot-dash alle slide: mantenere la coerenza narrativa
grazie al metodo dot-dash, è possibile trasferire facilmente i punti chiave dalla storyline scritta in word alla presentazione in powerpoint, mantenendo la coerenza del messaggio.
Come avviene il passaggio?
- i “dot” (punti chiave) diventano gli action titles delle slide.
- i “dash” (dati di supporto) vengono trasformati in grafici, tabelle e visualizzazioni.
Questo metodo aiuta a costruire una presentazione solida prima ancora di aprire powerpoint, evitando il rischio di creare slide scollegate o poco persuasive.
Storytelling e strategia: un binomio vincente
Il metodo di mckinsey dimostra che lo storytelling non è solo una tecnica narrativa, ma una leva strategica per influenzare decisioni e generare impatto. Una presentazione ben strutturata non si limita a trasmettere informazioni, ma orienta il pubblico verso un’azione concreta.
Nelle strategie di comunicazione adottate da uno studio come ruèn, l’applicazione di questi principi può fare la differenza tra una presentazione che viene dimenticata e una che lascia il segno. Utilizzare il framework scr, costruire una storyline solida e applicare il metodo dot-dash garantisce chiarezza, coerenza e persuasione.
Perché, alla fine, una buona storia non è solo ascoltata: è ricordata e mette in moto il cambiamento.

Autore
Sono Enrico Rudello, esperto Consulente di Marketing con un focus specifico sul Marketing Sanitario. Dal 2016, guido Itaca Lab, specializzata nella promozione della visibilità online per strutture sanitarie e professionisti del settore medico. Il nostro obiettivo è chiaro: posizionare i nostri clienti in cima alle preferenze dei loro pazienti attraverso strategie di marketing digitale mirate e efficaci.
La nostra expertise non si ferma qui. Tramite RUÈN, ampliamo il nostro raggio d'azione supportando aziende commerciali nella definizione e nell'implementazione di strategie comunicative capaci di generare coinvolgimento e acquisire nuovi clienti. Collaboro attivamente con enti di formazione di primo piano per equipaggiare i giovani talenti con le competenze necessarie a navigare con successo nel panorama digitale odierno